La Deutschevita - Ristorante tedesco a Torino zona quadrilatero romano

LA DEUTSCHE VITA - DICONO DI NOI

Luglio 2017

La Deutsche Vita su RAI 1 - Video Intervista



Febbraio 2017

La Deutsche Vita a Masterchef - Video da Sky.it



APRILE 2016


Articolo di Culicchia

DICEMBRE 2015

Guida all'etnico food a Torino


Etno food 2015

NOVEMBRE 2015

Intervista Prima Radio

Intervista "Prima Radio"
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Settembre 2015

Retro Magazine - Ricetta dell'Eifel pizza



DICEMBRE 2014

Recenzione Retro Magazine

Recenzione Retro Magazine LEGGI L'ARTICOLO

OTTOBRE 2014

Intervista Radio24

Intervista Radio 24 "Indovina chi viene a cena!"
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Ottobre 2014 - Corriere della sera

A Torino un angolo di Oktoberfest
Non tutti forse potranno partecipare al vero Oktoberfest, quello di Monaco, in programma fino al 5 ottobre. E così a Torino c’è chi si attrezza per offrire una valida alternativa
(Tutte le foto di Laura Spinelli)

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Foto Corriere della Sera - Torino

Settembre 2014

Intervista dal canale televisivo Italiano Tg1



15 Febbraio 2013

Intervista della radio tedesca "Radiobeitrags"
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Febbraio 2013 - METROPOLI TORINO

Sapori lontani
Sabine e Claudia le regine torinesi della Deutsche Vita
Chi l’avrebbe mai detto che a Torino, una delle capitali del gusto in Europa, potesse fare faville un locale che propone cucina teutonica? Forse nemmeno le proprietarie, Claudia Franzen e Sabine Schumacher, se lo aspettavano quando nel 2010 hanno abbandonato le loro attività, traduttrice une, orafa l’altra, per aprire la “Deutsche Vita” trasformando una vecchia latteria di via Stampatori in un angolo berlinese, anche se loro sono di Solingen e Munster.
“Non avremmo mai immaginato un successo del genere - spiega Sabine - Ci siamo messe in gioco e il lavoro sta dando i suoi frutti. All’inizio facevamo solo gastronomia ma poi abbiamo visto che la gente voleva fermarsi a mangiare: abbiamo modificato gli orari e ora siamo aperte dalle 10 alle 22".
Un orario molto europeo, che evidenzia ancora di più come questo locale sia un’assoluta novità torinese, e non solo per la cucina proposta. Una cucina tedesca dai crauti ai Wurster, dallo stinco ai formaggi, sia portate meno note al grande pubblico: aringhe in tutte le salse, insalate di ogni tipo, polpette, involtini di cavolo, arrosti e tanti, tanti dolci. Tutto fatto in casa da Claudia, l’ex traduttrice con la passione per i fornelli: “Io e Sabine siamo complementare, a me piace stare dietro le quinte in cucina, a lei intrattenere i clienti in sala. Siamo una coppia che funziona e poi facciamo parlare le nostre ricette che sono quelle dei nostri genitori, della nostra terra”.
Il dehors nel cortiletto interno è una meraviglia e il locale arredato con gusto e semplicità. La comunità tedesca torinese (circa 4 mila persone) ha trovato un punto d’incontro dove sentirsi un pò a casa, i torinesi un locale di qualità dove poter sfatare alcuni miti sulla cucina teutonica.
Tomaso Clavarino.

Ottobre 2012

logo 2DF

Intervista dal canale televisivo tedesco "ZDFmediathek"
Polpette e crauti nel centro di Torino. Due cuoche tedesche realizzano il sogno della loro vita. Con specialità tedesche stupiscono il pubblico italiano nel loro affascinante locale.


Agosto 2012 - ITALIA OGGI

Non è che voglia annettermi il Piemonte, ma alla notizia dedica quasi un’intera pagina la Welt am sonntag, che la riporta con compiacimento, misto a stupore. Due signore tedesche hanno osato aprire un ristorante di cucina teutonica a Torino. Una sfida alla città sabauda, dove si mangia bene, ma una sfida anche ai pregiudizi degli italiani, contro le stesse aspettative dei loro italianissimi mariti, il locale ha avuto successo. Non sono mai stato alla “Deutsche Vita”, come si chiama, e probabilmente neanche ci andrò. Io che alla tedesca si mangia bene, lo so da sempre. Claudia Franzen, di Solingen, e la socia Sabine Schumacher, di Munster, dimostrano che i piatti della loro patria non si limitano a wurstel con crauti, allo stinco di maiale o alla Wiener Schnitzel, che poi non è neanche tedesca ma, come suggerisce il nome, una specialità austriaca.
Ma l’ignoranza è quasi totale. Perfino il nostro premier Mario Monti, quando lo Spiegel gli ha chiesto che cosa abbia dato all’Europa la sua Lombardia, ha citato la “cotoletta alla milanese”, aggingendo che è un buon esempio di spirito europeo: o Radetzky la copiò dai milanesi, o fu lui a insegnare ai locali come friggere una Wiener. Ma la “Milanese” con l’osso non ha nulla a che vedere con la sottile cotoletta alla viennese. Solo le imitazioni si assomigliano. Sono convinto che non sia una questione secondaria. Scoprire che i tedeschi hanno una buona cucina, per quanto diversa dalla nostra, è un passo fondamentale per cominciare a capire la patria di Frau Angela, e sconfiggere altri e più pericolosi pregiudizi. In un mio vecchio libro sui tedeschi, due capitoli suscitarono la ripulsa dei lettori. Quelli in cui sostenevo che la lingua di Goethe sia più facile dell’inglese e che in Germania si può mangiare bene. Il mio editore ricevette una cinquantina di lettere di insulti da passare a me. Ero, quantomeno, un perverso. Ammetto che è difficile convincere qualcuno, se anche i tedeschi dubitano delle loro abilità culinarie, come dimostra la commossa sorpresa della Welt. A Berlino si trovano un migliaio di ristoranti italiani. Difficile mangiare alla tedesca. Un volta, invitato dalla Bmw a visitare una fabbrica, mi trovai alla mensa di dipendenti con un gruppo di colleghi orientali, cinesi, giapponesi. Loro pregustavano manicaretti bavaresi, wurstel con crauti. Invece era la settimana della cucina cantonese: ci accontentammo degli involtini primavera in salsa teutonica. Una specialità della “Deutsche Vita” sono le Frikadellen, dette anche Bouletten, che poi sarebbero gli hamburger nati ad Amburgo, come dovrebbe essere evidente, anche se gli americani sono convinti di averli inventati loro insieme con la pizza. Non bastano le condanne dei gastronomi, arrivano anche i teologi. Le anseatiche polpette sarebbero senza Dio. Un cibo ateo, sentenzia il teologo Massimo Salani. Gli hamburger di McDonald’s o di McBurhty, siano tedeschi o americani, hanno radici nel protestantesimo. Il fast food sarebbe colpa di Martin Lutero, responsabile dunque della cucina tedesca e della sua cattiva reputazione. I piatti della cucina tedesca non si limitano a wurstel con crauti, allo stinco di maiale o alla Wiener Schnitzel (che poi è una specialità austriaca). “L’hamburger non è da cattolici” avverte Salani, “l’avanzata del fast food è la completa dimenticanza della sacralità del cibo. Nel fast food si soddisfa la fame il più in fretta possibile per poi dedicarsi ad altro. Il rapporto individualistico tra l’uomo e Dio instaurato da Lutero si riflette anche su modo di mangiare”. Per la verità, sotto l’ondata delle proteste, il bravo teologo ha fatto marcia indietro. Anche lui è stato frainteso, anche l’hamburger come ogni cibo è un dono di Dio: “Non volevo offendere i protestanti, ma comunque è vero che si deve a Lutero un certo rapporto con il cibo. Una sana atmosfera conviviale aiuta ad avere un sano rapporto con il cibo e con Dio, che non si può trovare ingurgitando patatine fritte”. Il monaco ribelle condannò la Roma dei prelati crapuloni, predicò il ritorno alla vita semplice e, abolendo la quaresima, tosse il piacere della tavola: solo dopo il digiuno, si può gustare appieno un manicaretto. Lutero amava mangiare, come testimoniano i suoi ritratti firmati da Cranach, ma, in polemica con i prelati crapuloni di Roma, propendeva per piatti sostanziosi e poco sofisticati.
A tavola ci si nutre, e non si gode. Alla “Deutsche Vita” dimostrano che aveva torto.
ROBERTO GIARDINA

Marzo 2012 - Passeggiata fuori porta

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Una perfetta gastronomia tedesca nel cuore di Torino, in via Stampatori 10, al Quadrilatero Romano. Gestito da due signore tedesche, Claudia Franzen e Sabine Schumacher, il locale accontenta l'immaginario tipico della cucina tedesca (birra, succo di rabarbaro, crauti, patate e würstel) e, insieme, propone piatti e prodotti regionali tipici, raffinati e gustosi, così come tisane, caramelle, amarene sciroppate e marmellate.

Zero - Guida 2012

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Rendo grazie al porco che mi ha sfamata e alla birra che mi ha dissetata. Lo dico ogni volta che esco da La Deutsche Vita: "Delicatessen ti Cermania". Mangiare currywurst e stinchi di maiale in pieno Quadrilatero non sarà come essere ad Alexanderplatz, ma almeno lo spirito si avvicina. I prodotti sono tutti tedeschi, ci trovate anche il quark (il formaggio di Christiane F.), le aringhe, le polpette, i pretzel e - che ve lo dico a fare - ottima birra.

Marzo 2011
La Stampa - A TAVOLA

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"Il goloso sorriso della Germania"

Anche se San Salvario non somiglia a Kreuzberg e Torino a Berlino, a parte qualche lontana parentela cinematografica, hanno davvero poco in comune, in città c’è un angolo di Germania che sta facendo furore. Le signore Claudia Franzen e Sabine Schumacher per trovare posto a tutti i clienti che facevano la fila per assaggiare polpette, il “kock o wäng”, le aringhe, il panino patata, le fritelle di patate, il Currywurst, i crauti, il würstel quadrato. Le torte salate sono un trionfo di sapore, la più interessante fa incontrare broccoli e cavolini di Brussels, ma non mancano quelle con carne secca e le tante sorprese della cucina. Il sapore è quello forte della cucina teutonica, ci sono anche sapori delicati ma poco di quanto arriva dalla vetrina o dal menù passa inosservato.

Febbraio 2011
La Stampa - Torinosette
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"Oktoberfest sotto casa" di Chef Kumalé
La Deutsche Vita non è solo un simpatico gioco di parole, né la semplice riproposizione del titolo di un libro che ci parla della Germania del dopoguerra, con i suoi drammi, ma dove trovano anche spazio i banchetti imbanditi. Parliamo piuttosto del locale polivalente partorito circa 9 mesi fà da Claudia Franzen e Sabine Schumacher: un ristorante, gastronomia, take away, gournet-store di cucina e prodotti tedeschi. Un’avventura coraggiosa, quella sperimentata con successo da queste due dame d’Oltralpe, anche e soprattutto per la scarsa considerazione che caratterizzano noi italiani a riguardo delle tradizioni culinarie germaniche. Le nostre conoscenze in materia gastronomica difficilmente vanno al di là dei Würstel. Ciò premesso è fuori dubbio che quando andiamo a Berlino, i chioschi di dneipe e imbiss come il Curry 36 o Konnopke sono i luoghi che amiamo frequentare per addentare un bratwurst con patate fritte e senape, sorseggiando un boccale XL di Lager. Grazie a Claudia & Sabine, non è più necessario aspettare l’Oktoberfest per togliersi la voglia di Currywurst mit Bratkartoffein, Fisch-variation vom Feinkostbuffet o delle polpettine Berliner-style; in attesa che torni la bella stagione e rispuntino le panche di legno lungo via Stampatori, per assaggiare le loro specialità outdoor, potrete accomodarvi al calduccio dei tavolini interni. La scommessa, già vinta, della Deutsche Vita è quella di offrire un assaggio di alcune delle diverse specialità regionali tedesche in grado di farci superare il pregiudizio che a queste latitudini si consumino solo cibi tracotanti di grassi e portate opulente. In carta non mancano mai piatti forti come lo stingo al forno, ma curiosando sulla lavagna o nella vetrinetta, spuntano molte insalate e piatti light con i sapori affumicati o agro-salati caratteristici. Oltre alle birre e alle ciambelline di brezel, conservatevi uno spazio per gli ottimi dolci.

URBAN TORINO – Ottobre 2010

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"La Deutsche Vita" di Bruno Boveri e Leo Rieser
Il gioco di parole con il più famoso film di Fellini denota già di suo acume e simpatia. Che ritrovate pari pari in Frau Claudia Frenzen und Frau Sabine Schumacher (con quel cognome poi...), Le due vivaci proprietarie che ripropongono nel centro di Torino le più tipiche specialità della cucina tedesca. Il locale è strutturato sotto forma di gastronomia/ristorante: se vuoi ti siedi e gusti tutto quello che ti solletica il palato, se no fai la spesa e ti porti tutto a casa. Iniziamo col pesce: aringhe, ovviamente, e come potrebbero mancare... Marinate, naturali (giovanissime, dice il cartellino) e in insalata con le barbabietole. Passiamo alle insalate: buonissima la Waldorf, con sedano rapa, mele e noci, come pure quella di cavolo rosso e pere e le infinite varianti dell’insalata di patate (con petto di pollo e carote, con fagiolini e tonno, con uova e cetriolini). E poi, ovviamente, un tripudio di wurstel : bianchi con crauti e senape dolce, con salsa al curry e patate, strepitoso quello quadrato con uovo e patate arrosto. Ancora: le polpette, gli involtini di cavolo, l’arrosto di maiale o, meglio ancora, lo stinco coi crauti (buonissimi... Come le fanno loro, noi mai ci riusciremo). Tra gli ottimi dolci non perdete la “Contadina con velo”, una delizia fatta di mele, mandorle, vaniglia e panna montata. Si spendono sui 20/25 euro.

Settembre 2010 - La Repubblica

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"In via Stampatori un angolo di Oktoberfest" di Luca Laccarino
Dopo averne tanto sentito parlare, Lisa (che sarebbe mia moglie), il piccolo Edoardo (che sarebbe nostro figlio: mesi quattro, per ora niente aringhe crude) e il sottoscritto dirigono sicuri verso la Deutsche Vita, il nuovo localuccio tedesco le cui panche stile sagra hanno invaso via Stampatori. Arriviamo ben disposti per almeno tre motivi: la buona stampa e il buon tam-tam di cui sta godendo il ristorantino aperto da signore madre-lingua (verrebbe da dire: madre-gola); la passione per Bratwurst e compagnia; il gioco di parole del titolo che troviamo veramente ben riuscito. Così, dopo un' occhiata al curatissimo interno - dominato da una vetrina scintillante colma di Delikatessen - ci accomodiamo ai tavolacci fuori, in un meraviglioso e soleggiato martedì. Dentro si potrebbe scegliere tra gastronomia venduta a peso - simpaticissimi i panini di patate - ma noi andiamo sul classico: Lisa ordina wurstel con salsa al curry e patate (cioè: Currywurst mit Bratkartoffeln, euro 6,50), io una degustazione di pesce grande (Fish-Variation vom Feinkostbuffet, euro 10,50), chiudiamo con una sorta di budino di frutti di bosco (3,50) cui sommiamo una birra Bitburger e un' acqua per spendere, in tutto, 26. Premesso che vi consiglio il piatto di pesce grande solo se siete un pescatore di Amburgo (è un piatto da veri uomini), il resto è piacevole e giusto per una serata tra il ristorante e la birreria. Le altre specialità sono le polpette, il piatto di degustazione gastronomica vegetariano, quello a base di carne, le frittelle di patate, le aringhe (io per almeno sei mesi sono a posto), il formaggio stagionato con salsina allo zenzero, la crostata al rabarbaro, i Brezeln e via così. Dal 20 settembre al 4 ottobre, poi, ogni giorno c' è l' Oktoberfest con i boccali da un litro, per chi non abbia potuto raggiungere quello vero, a Monaco, e le signore abbigliate con il tradizionale Guten appetit.

Etnica 2011 – Neos Edizioni
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Guida torinese ai ristoranti stranieri e non solo...
Lasciate l’auto in piazza Arbarello -se ce la fate- e troverete in uno spiazzo tranquillo della via Stampatori questo piccolo tempio della ristorazione tedesca a Torino. Nato come gastronomia da asporto il “Deutsche Vita”, del quale apprezziamo sinceramente il calembour, si è trasformato sotto la guida di Sabine e Claudia in piccolo ristorante per accogliere l’entusiasmo dei clienti che si affollavano al bancone. Rimane comunque la destinazione take away dei piatti esposti alla vostra sinistra entrando nel locale e la disponibilità al servizio di catering. Nella bella stagione si pranza sui tavoli all’esterno. D’inverno sarà un pò più complicato contendersi gli spazi ridotti dell’interno. Le due signore, una di Münster e l’altra di Solingen, patria dei coltelli, propongono una rassegna di piatti che partono dal gigantesco stinco suino schwins Haxe per dirigersi verso aringhe e würsten, declinati nelle più variate maniere. Noi ci siamo fiondati sul tris di aringhe, presentate l’una nel piatto, arrotolata intorno a un cornichon; le altre, ospitate da graziose coppette, una con le pere e l’altra, insieme alla barbabietola, con gradevole cromatismo. Il tutto accompagnato da patate. Assolutamente squisito. Buone anche le polpette e il Currywurst mit Bratkartoffein che ben sposa la delicatezza di tuberi con il sapore delle spezie che però, da indiofilo convinto, amerei un pò più marcato. Insieme al pane la ricotta quark con erbette. Da ricordare tra i dolci la specialità del locale rote Grutzen mit Vanillesauce che accoppia soavemente una sorta di composta di frutti di bosco con la crema. Da bere, ovviamente la birra mentre - ahi ahi - al momento della nostra visita c’erano solo due vini a disposizione, dolcetto e pinot grigio, anche a bicchiere. Ma ci assicurano che dalla Germania stanno per arrivare ettolitri di vino tedesco... Per finire, la graziosa Sabine indossava, in occasione dell’Oktoberfest, un bellissimo costume bavarese. Abbiamo apprezzato. GS

Giugno 2010 - La Stampa Torinosette
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"Cattive Ragazze" di Alessandra Montrucchio
Scoperte cittadine.
La Germania a tavola con le sue bontà piace ai Torinesi e a Die Blonde Guten Tag, affezionati del Misfortune Power – o meglio, Gewalt des Unglücks. Chi vi parla è Die Blonde, colei che da anni tenta invano di insegnare il tedesco alla Bionda. Se le Böse Mädchen mi hanno concesso questo spazio, è volevo renderVi partecipe di un grande evento: da pochissimo, esiste anche a Torino un locale tedesco!
Se non comprendete tanto entusiasmo – lo so, ich weiß: a Torino ci sono più locali che piccioni – concentratevi sull’aggettivo „tedesco“. L’italiano medio lo associa alle automobili, all’organizzazione e a una certa rigidità mentale, ma non alla buona tavola. D’accordo, c’è la Bier. Ma i crauti, il caffè? Perfino i dolci tedeschi sono troppo dolci, per voi. Quindi l’apertura di un locale deutsch, bè, capite che è proprio un grande evento. Specialmente per una berlinese trapiantata unter die la Mole Antonelliana.
Siccome il locale segue gli orari di un normale Bar e la sera apre solo di venerdì, decido di andarci a pranzo e un giorno inforco la bici e via, sotto un bel sole raggiungo una straße del centro, così tipicamente sabauda da non poter esistere solo a Torino: ciottoli, ballatoi, cortili simili a paesini, improvvise piazzette. E dehors. Quello del locale in questione è, natürlich, in stile tedesco: lunghi tavoli e panche che anche gli sconosciuti condividono senza problemi. Mi siedo accanto a due ragazze con un bastardino splendido e mi guardo intorno.
Il Dehors è pieno. C’è gente anche ai tavoli interni. E al bancone non c’è coda: c’è ressa. Gedränge. I torinesi hanno scoperto la Germania, a quanto pare. E penso, tra me e me: speriamo che abbiano scoperto il meglio della Germania. L’unica per saperlo è assaggiare ciò che si mangia in questo posto, quindi mi unisco alla Gedränge al bancone. L’organizzazione non è quel che si chiama prussiana, comunque. Tra ordinazioni, gruppi, accavvallamentie scavallamenti, c’è una gran confusione. A gestirla, una Blonde dall’aria dolce che accoglie ogni richiesta con un misto di calma e svaporatezza. Io ne approffitto per osservare meglio il locale. Ah, quante Delikatessen tedesche! Biscotti, cetriolini, la nostra Sahne (la panna). Ordino, torno al tavolo, aspetto godendomi il sole e il bastardino splendido. Mi arrivano un cestino di pane – Brot bianco e nero, ai semi di finocchio, proprio come da noi – e un insalata di Würste e Kartoffeln davvero buona. Così buona, che non solo io, ma tutti i sabaudi attorno a me sembrano gradire.....
...ah, se non fosse per i ballatoi, i cortili-paesini, i ciottoli, le piazzette e i dehors, quasi quasi mi sentirei a Kreuzberg, il mio quartiere. Turinische Magie.

Estate 2010 - La Stampa
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"Sulla strada" di Giuseppe Culicchia
Non lontano dalla Porta Palatina è possibile mangiare in locali che propongono piatti indiani, cinesi o arabi, ma anche libanesi o kurdi, giapponesi, argentini, persiani, turchi, egiziani. Tuttavia, è solo recente che si è venuta a colmare una lacuna gravissima. Grazie all’apertura di un ristorante, gastronomia, take away e gourmet store. E’ la Deutsche vita, un pezzo di Germania atterrato in Via Stampatori, con tanto di panche, tavoli e ombrelloni all’aperto come nel più classico dei Biergarten. L’idea che ci siamo fatti della cucina tedesca ha spesso a che fare proprio con ciò che si mangia d’abitudine in tali luoghi dedicati agli adoratori della birra. E dunque, Wurstel e crauti. Che qui non mancano, ma che le due amiche Claudia Franzen e Sabine Schumacher hanno accompagnato con piatti tedeschi scelti da una cucina ricca di varianti regionali che non corrisponde assolutamente allo stereotipo fatto di pesantezza e di mancanza di fantasia. E dunque ecco le torte salate con zucchine o con cipolle e speck, e la crema di patate dell’Eifel con lonza affumicata, e la Schnitzel con patate, e il Gulasch, e le mitiche torte: al rabarbaro, di pere e mele al vino rosso, di nocciole e cioccolato. Da parte mia, memore di antichi fasti berlinesi, mi sono portato via delle “Buletten”, o polpette, consapevole del rischio che correvo per il semplice fatto che le avrei paragonate a quelle di Gambrinus, storico ristorante di Mitte.
Ebbene: le “Buletten” della Deutsche Vita non sono da meno di queele che si gustano sulla Linienstraße. Sopraffine, e fatte come in casa, cioè con amore. E allora? E allora per mangiare tedesco e bene non dovremo più spingerci oltre il Brennero. Viva la Deutsche Vita! Voto 10 per originalità e bontà.

La Deutschevita a Torino - Delikatessen