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specialità tedesche
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Zero - Guida 2012

Rendo grazie al porco che mi ha sfamata e alla birra che mi ha dissetata. Lo dico ogni volta che esco da La Deutsche Vita: "Delicatessen ti Cermania". Mangiare currywurst e stinchi di maiale in pieno Quadrilatero non sarà come essere ad Alexanderplatz, ma almeno lo spirito si avvicina. I prodotti sono tutti tedeschi, ci trovate anche il quark (il formaggio di Christiane F.), le aringhe, le polpette, i pretzel e - che ve lo dico a fare - ottima birra.


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La Stampa - A TAVOLA - Domenica 13 Marzo 2011
"Il goloso sorriso della Germania"

Anche se San Salvario non somiglia a Kreuzberg e Torino a Berlino, a parte qualche lontana parentela cinematografica, hanno davvero poco in comune, in città c’è un angolo di Germania che sta facendo furore. Le signore Claudia Franzen e Sabine Schumacher per trovare posto a tutti i clienti che facevano la fila per assaggiare polpette, il “kock o wäng”, le aringhe, il panino patata, le fritelle di patate, il Currywurst, i crauti, il würstel quadrato. Le torte salate sono un trionfo di sapore, la più interessante fa incontrare broccoli e cavolini di Brussels, ma non mancano quelle con carne secca e le tante sorprese della cucina. Il sapore è quello forte della cucina teutonica, ci sono anche sapori delicati ma poco di quanto arriva dalla vetrina o dal menù passa inosservato.

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La Stampa - Torinosette – 4 Febbraio 2011
"Oktoberfest sotto casa" di Chef Kumalé

La Deutsche Vita non è solo un simpatico gioco di parole, né la semplice riproposizione del titolo di un libro che ci parla della Germania del dopoguerra, con i suoi drammi, ma dove trovano anche spazio i banchetti imbanditi. Parliamo piuttosto del locale polivalente partorito circa 9 mesi fà da Claudia Franzen e Sabine Schumacher: un ristorante, gastronomia, take away, gournet-store di cucina e prodotti tedeschi. Un’avventura coraggiosa, quella sperimentata con successo da queste due dame d’Oltralpe, anche e soprattutto per la scarsa considerazione che caratterizzano noi italiani a riguardo delle tradizioni culinarie germaniche. Le nostre conoscenze in materia gastronomica difficilmente vanno al di là dei Würstel. Ciò premesso è fuori dubbio che quando andiamo a Berlino, i chioschi di dneipe e imbiss come il Curry 36 o Konnopke sono i luoghi che amiamo frequentare per addentare un bratwurst con patate fritte e senape, sorseggiando un boccale XL di Lager. Grazie a Claudia & Sabine, non è più necessario aspettare l’Oktoberfest per togliersi la voglia di Currywurst mit Bratkartoffein, Fisch-variation vom Feinkostbuffet o delle polpettine Berliner-style; in attesa che torni la bella stagione e rispuntino le panche di legno lungo via Stampatori, per assaggiare le loro specialità outdoor, potrete accomodarvi al calduccio dei tavolini interni. La scommessa, già vinta, della Deutsche Vita è quella di offrire un assaggio di alcune delle diverse specialità regionali tedesche in grado di farci superare il pregiudizio che a queste latitudini si consumino solo cibi tracotanti di grassi e portate opulente. In carta non mancano mai piatti forti come lo stingo al forno, ma curiosando sulla lavagna o nella vetrinetta, spuntano molte insalate e piatti light con i sapori affumicati o agro-salati caratteristici. Oltre alle birre e alle ciambelline di brezel, conservatevi uno spazio per gli ottimi dolci.

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URBAN TORINO – Ottobre 2010
"La Deutsche Vita" di Bruno Boveri e Leo Rieser

Il gioco di parole con il più famoso film di Fellini denota già di suo acume e simpatia. Che ritrovate pari pari in Frau Claudia Frenzen und Frau Sabine Schumacher (con quel cognome poi...), Le due vivaci proprietarie che ripropongono nel centro di Torino le più tipiche specialità della cucina tedesca. Il locale è strutturato sotto forma di gastronomia/ristorante: se vuoi ti siedi e gusti tutto quello che ti solletica il palato, se no fai la spesa e ti porti tutto a casa. Iniziamo col pesce: aringhe, ovviamente, e come potrebbero mancare... Marinate, naturali (giovanissime, dice il cartellino) e in insalata con le barbabietole. Passiamo alle insalate: buonissima la Waldorf, con sedano rapa, mele e noci, come pure quella di cavolo rosso e pere e le infinite varianti dell’insalata di patate (con petto di pollo e carote, con fagiolini e tonno, con uova e cetriolini). E poi, ovviamente, un tripudio di wurstel : bianchi con crauti e senape dolce, con salsa al curry e patate, strepitoso quello quadrato con uovo e patate arrosto. Ancora: le polpette, gli involtini di cavolo, l’arrosto di maiale o, meglio ancora, lo stinco coi crauti (buonissimi... Come le fanno loro, noi mai ci riusciremo). Tra gli ottimi dolci non perdete la “Contadina con velo”, una delizia fatta di mele, mandorle, vaniglia e panna montata. Si spendono sui 20/25 euro.

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La Repubblica - 18 Settembre 2010
"In via Stampatori un angolo di Oktoberfest" di Luca Laccarino

Dopo averne tanto sentito parlare, Lisa (che sarebbe mia moglie), il piccolo Edoardo (che sarebbe nostro figlio: mesi quattro, per ora niente aringhe crude) e il sottoscritto dirigono sicuri verso la Deutsche Vita, il nuovo localuccio tedesco le cui panche stile sagra hanno invaso via Stampatori. Arriviamo ben disposti per almeno tre motivi: la buona stampa e il buon tam-tam di cui sta godendo il ristorantino aperto da signore madre-lingua (verrebbe da dire: madre-gola); la passione per Bratwurst e compagnia; il gioco di parole del titolo che troviamo veramente ben riuscito. Così, dopo un' occhiata al curatissimo interno - dominato da una vetrina scintillante colma di Delikatessen - ci accomodiamo ai tavolacci fuori, in un meraviglioso e soleggiato martedì. Dentro si potrebbe scegliere tra gastronomia venduta a peso - simpaticissimi i panini di patate - ma noi andiamo sul classico: Lisa ordina wurstel con salsa al curry e patate (cioè: Currywurst mit Bratkartoffeln, euro 6,50), io una degustazione di pesce grande (Fish-Variation vom Feinkostbuffet, euro 10,50), chiudiamo con una sorta di budino di frutti di bosco (3,50) cui sommiamo una birra Bitburger e un' acqua per spendere, in tutto, 26. Premesso che vi consiglio il piatto di pesce grande solo se siete un pescatore di Amburgo (è un piatto da veri uomini), il resto è piacevole e giusto per una serata tra il ristorante e la birreria. Le altre specialità sono le polpette, il piatto di degustazione gastronomica vegetariano, quello a base di carne, le frittelle di patate, le aringhe (io per almeno sei mesi sono a posto), il formaggio stagionato con salsina allo zenzero, la crostata al rabarbaro, i Brezeln e via così. Dal 20 settembre al 4 ottobre, poi, ogni giorno c' è l' Oktoberfest con i boccali da un litro, per chi non abbia potuto raggiungere quello vero, a Monaco, e le signore abbigliate con il tradizionale Guten appetit.

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Etnica 2011 – Neos Edizioni
Guida torinese ai ristoranti stranieri e non solo...

Lasciate l’auto in piazza Arbarello -se ce la fate- e troverete in uno spiazzo tranquillo della via Stampatori questo piccolo tempio della ristorazione tedesca a Torino. Nato come gastronomia da asporto il “Deutsche Vita”, del quale apprezziamo sinceramente il calembour, si è trasformato sotto la guida di Sabine e Claudia in piccolo ristorante per accogliere l’entusiasmo dei clienti che si affollavano al bancone. Rimane comunque la destinazione take away dei piatti esposti alla vostra sinistra entrando nel locale e la disponibilità al servizio di catering. Nella bella stagione si pranza sui tavoli all’esterno. D’inverno sarà un pò più complicato contendersi gli spazi ridotti dell’interno. Le due signore, una di Münster e l’altra di Solingen, patria dei coltelli, propongono una rassegna di piatti che partono dal gigantesco stinco suino schwins Haxe per dirigersi verso aringhe e würsten, declinati nelle più variate maniere. Noi ci siamo fiondati sul tris di aringhe, presentate l’una nel piatto, arrotolata intorno a un cornichon; le altre, ospitate da graziose coppette, una con le pere e l’altra, insieme alla barbabietola, con gradevole cromatismo. Il tutto accompagnato da patate. Assolutamente squisito. Buone anche le polpette e il Currywurst mit Bratkartoffein che ben sposa la delicatezza di tuberi con il sapore delle spezie che però, da indiofilo convinto, amerei un pò più marcato. Insieme al pane la ricotta quark con erbette. Da ricordare tra i dolci la specialità del locale rote Grutzen mit Vanillesauce che accoppia soavemente una sorta di composta di frutti di bosco con la crema. Da bere, ovviamente la birra mentre - ahi ahi - al momento della nostra visita c’erano solo due vini a disposizione, dolcetto e pinot grigio, anche a bicchiere. Ma ci assicurano che dalla Germania stanno per arrivare ettolitri di vino tedesco... Per finire, la graziosa Sabine indossava, in occasione dell’Oktoberfest, un bellissimo costume bavarese. Abbiamo apprezzato. GS

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La Stampa - Torinosette – 23 Giugno 2010
"Cattive Ragazze" di Alessandra Montrucchio

Scoperte cittadine.
La Germania a tavola con le sue bontà piace ai Torinesi e a Die Blonde Guten Tag, affezionati del Misfortune Power – o meglio, Gewalt des Unglücks. Chi vi parla è Die Blonde, colei che da anni tenta invano di insegnare il tedesco alla Bionda. Se le Böse Mädchen mi hanno concesso questo spazio, è volevo renderVi partecipe di un grande evento: da pochissimo, esiste anche a Torino un locale tedesco! Se non comprendete tanto entusiasmo – lo so, ich weiß: a Torino ci sono più locali che piccioni – concentratevi sull’aggettivo „tedesco“. L’italiano medio lo associa alle automobili, all’organizzazione e a una certa rigidità mentale, ma non alla buona tavola. D’accordo, c’è la Bier. Ma i crauti, il caffè? Perfino i dolci tedeschi sono troppo dolci, per voi. Quindi l’apertura di un locale deutsch, bè, capite che è proprio un grande evento. Specialmente per una berlinese trapiantata unter die la Mole Antonelliana. Siccome il locale segue gli orari di un normale Bar e la sera apre solo di venerdì, decido di andarci a pranzo e un giorno inforco la bici e via, sotto un bel sole raggiungo una straße del centro, così tipicamente sabauda da non poter esistere solo a Torino: ciottoli, ballatoi, cortili simili a paesini, improvvise piazzette. E dehors. Quello del locale in questione è, natürlich, in stile tedesco: lunghi tavoli e panche che anche gli sconosciuti condividono senza problemi. Mi siedo accanto a due ragazze con un bastardino splendido e mi guardo intorno. Il Dehors è pieno. C’è gente anche ai tavoli interni. E al bancone non c’è coda: c’è ressa. Gedränge. I torinesi hanno scoperto la Germania, a quanto pare. E penso, tra me e me: speriamo che abbiano scoperto il meglio della Germania. L’unica per saperlo è assaggiare ciò che si mangia in questo posto, quindi mi unisco alla Gedränge al bancone. L’organizzazione non è quel che si chiama prussiana, comunque. Tra ordinazioni, gruppi, accavvallamentie scavallamenti, c’è una gran confusione. A gestirla, una Blonde dall’aria dolce che accoglie ogni richiesta con un misto di calma e svaporatezza. Io ne approffitto per osservare meglio il locale. Ah, quante Delikatessen tedesche! Biscotti, cetriolini, la nostra Sahne (la panna). Ordino, torno al tavolo, aspetto godendomi il sole e il bastardino splendido. Mi arrivano un cestino di pane – Brot bianco e nero, ai semi di finocchio, proprio come da noi – e un insalata di Würste e Kartoffeln davvero buona. Così buona, che non solo io, ma tutti i sabaudi attorno a me sembrano gradire..... ...ah, se non fosse per i ballatoi, i cortili-paesini, i ciottoli, le piazzette e i dehors, quasi quasi mi sentirei a Kreuzberg, il mio quartiere. Turinische Magie.

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La Stampa – Estate 2010
"Sulla strada" di Giuseppe Culicchia

Non lontano dalla Porta Palatina è possibile mangiare in locali che propongono piatti indiani, cinesi o arabi, ma anche libanesi o kurdi, giapponesi, argentini, persiani, turchi, egiziani. Tuttavia, è solo recente che si è venuta a colmare una lacuna gravissima. Grazie all’apertura di un ristorante, gastronomia, take away e gourmet store. E’ la Deutsche vita, un pezzo di Germania atterrato in Via Stampatori, con tanto di panche, tavoli e ombrelloni all’aperto come nel più classico dei Biergarten. L’idea che ci siamo fatti della cucina tedesca ha spesso a che fare proprio con ciò che si mangia d’abitudine in tali luoghi dedicati agli adoratori della birra. E dunque, Wurstel e crauti. Che qui non mancano, ma che le due amiche Claudia Franzen e Sabine Schumacher hanno accompagnato con piatti tedeschi scelti da una cucina ricca di varianti regionali che non corrisponde assolutamente allo stereotipo fatto di pesantezza e di mancanza di fantasia. E dunque ecco le torte salate con zucchine o con cipolle e speck, e la crema di patate dell’Eifel con lonza affumicata, e la Schnitzel con patate, e il Gulasch, e le mitiche torte: al rabarbaro, di pere e mele al vino rosso, di nocciole e cioccolato. Da parte mia, memore di antichi fasti berlinesi, mi sono portato via delle “Buletten”, o polpette, consapevole del rischio che correvo per il semplice fatto che le avrei paragonate a quelle di Gambrinus, storico ristorante di Mitte. Ebbene: le “Buletten” della Deutsche Vita non sono da meno di queele che si gustano sulla Linienstraße. Sopraffine, e fatte come in casa, cioè con amore. E allora? E allora per mangiare tedesco e bene non dovremo più spingerci oltre il Brennero. Viva la Deutsche Vita! Voto 10 per originalità e bontà.